Dopo
i primi timidi approcci, si è capito che, per avviare un non vedente
allo sci, non c’era niente da inventare: si trattava di applicare la
tecnica tradizionale, passando attraverso tutti gli esercizi della
progressione della Scuola Italiana di Sci facendo perno sulla
comunicazione ed il contatto fisico.
Attraverso
questi semplici strumenti (fermapunte, bastoncino, stanga e distanziale)
si fornisce al cieco la possibilità di “sentire” la propria posizione
durante l’esercizio dinamico realizzando lo schema corporeo della
propria figura nello spazio e soprattutto di superare l’inevitabile
paura.
L’uso
della sbarra ha favorito anche il raggiungimento del fondamentale
equilibrio e della perfetta centralità sugli sci e ha consentito di
correggere i difetti di postura. Una volta raggiunto il livello di
indipendenza gli esercizi possono essere eseguiti senza più l’uso dei
mezzi ausiliari ma con la guida che segue l’allievo a distanza
ravvicinata impartendo i comandi a voce o tramite una radio
trasmittente.